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La raccomandazione è quella di non fumare. In 8 casi su 10 chi si ammala di cancro polmonare è un fumatore. Il tumore al polmone è la prima causa di morte per cancro e in Italia si stima che nel 2013 ci saranno 38 mila nuove diagnosi di cui quasi il 30% dei casi nelle donne. Il fumo è il principale fattore di rischio, su 100 pazienti, 80 sono fumatori o lo sono stati. Il restante 20% dei malati o è esposto al fumo passivo o si ammala per ragioni ignote.

Una delle novità emerse dal congresso mondiale sono l’utilizzo dei farmaci biologici mirati contro queste mutazioni in grado di spegnere l’interrutore del processo di crescita del tumore. Alcuni sono già stati approvati in Italia e l’obiettivo futuro è quello di eliminare la chemioterapia “generica” che colpisce indistintamente cellule sane e malate.

L’80% dei malati lo scopre in ritardo, ma grazie a queste cure è possibile allungare in modo notevole la vita dei malati, ma non si parla di guarigione. Solo dicendo addio al tabacco si ridurrebbe in modo drastico il numero di malati e di morti in tutto il mondo.

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