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Ha un primato che difficilmente esibirà con orgoglio. Dillard Johnson, 48 anni, è il soldato dell’esercito americano con più vittime accertate all’attivo: 2.746. Nel suo taccuino, per volere dei suoi superiori, ha annotato tutti i nemici annientati. Ogni singolo proiettile andato a segno. Un numero impressionante.

“E’ triste da dire ma non sono altro che segni di matita. Non pensavo ai numeri, non è una cosa di cui vantarsi. Ho ucciso quando era necessario. Sono stato brutale quando dovevo e compassionevole quando dovevo. Ma non ho mai ucciso qualcuno che non stesse cercando di uccidermi a sua volta o di ferirmi”.

Dillard, cresciuto nelle praterie del Kentucky, da piccolo andava a caccia di cervi con il padre: “Il mio talento viene da lì, a 13 anni sparavo con un fucile troppo grande per me“, dichiara in un’intervista al New York Post. Johnson è stato in Iraq nel 2005, una delle sue tante missioni. E ha contratto il linfoma di Hodgkin, probabilmente associabile all’uso di uranio impoverito in guerra.

“Se non avessi usato quelle munizioni, non avrei distrutto dei mezzi che probabilmente mi avrebbero ucciso“. In estate ricomincerà la chemioterapia, il tumore che sembrava in regressione si è ripresentato a gennaio. Ma come dice il sergente citando Hemingway, “chi ha dato con piacere la caccia a uomini armati per così tanto tempo non si preoccuperà più di nient’altro, in fondo”.

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