Manifestazione in sostegno del metodo Stamina

ROMA – Purtroppo non ce l’ha fatta la piccola Sofia Pirisi, malata da tempo di atrofia muscolare

Questa malattia degenerativa, che l’aveva ridotta a dover rimanere sdraiata su un lettino senza la possibilità di muoversi, poteva essere affrontata attraverso le cure compassionevoli delle cellule staminali ma, a causa del mancato posto in Ospedale, ciò non è potuto avvenire in tempo.

Lo stesso Vannoni, ideatore della cura Staminali, ha affermato: “E’ morta la prima bambina affetta da Sma1 (atrofia muscolare spinale, ndr), per colpa di questa legge che impedisce di fatto un ampliamento delle possibilità di cura compassionevoli”.
“La piccola però è morta lo scorso 2 giugno, senza essere riuscita a ottenere la cura, perché – sostiene Vannoni – agli Ospedali Civili di Brescia non c’era posto e non c’era possibilità di ampliare gli accessi”.

Fonti molto vicine alla famiglia riferiscono che il papà della piccola avrebbe deciso di intentare una causa e sporgere denuncia contro il Ministero della Salute e gli Ospedali Civili per “omicido volontario”.

R.I.P Sofia.

14 Commenti

  1. ma ci rendiamo conto dl genocidio culturale e fisico cui siamo sottoposti? si spendono 248 milioni di Euro all’anno x mantenere l’ufficio della presidenza della Repubblica, e non ci sono posti letto x i piccoli Angeli Italiani!!! più passa il tempo e più la storia ci dice quanto grande sia stata l’idea dell’identità Italiana del grande Benito mussolini…..

  2. se fosse stata figlia di un parlamentare o senatore il posto e le cure sarebbero state immediate ,ma loro non sono di questo mondo ,vivono in un’altra realtà,denunciarli è il minimo ,ma c’è un magistrato che è indipendente e coraggioso da farlo ?

  3. Condoglianze……….
    vorrei sapere che cosa il Ministro della salute capisce di cellule staminali ………….

  4. Ragazzi….questa è un altro omicidio dello stato.

    Noi tutti non possiamo più lamentarci. Dobbiamo iniziare a ribellarci. Ribellarsi non vuol dire aspettare che scoppi una rivoluzione ed andare a combattere. La rivoluzione si fa in 3 punti chiave.
    1. Disobbedienza ideologica.
    In questa fase tutti maa proprio tutti dobbiamo divulgare e informare le persone che abbiamo accanto di quello che succede, del sistema malato della corruzione e via dicendo.
    2. Disobbedienza non violenta.
    In quest’altra fase dobbiamo sottrarci al controllo dello stato.Non dobbiamo più rispettare le leggi adpersonam Non dobbiamo dare più i nostri soldi allo stato,tasse e soprusi vanno eliminati.
    3. La terza fase è quella che andrebbe evitata ma se le prime due sono andate a vuoto è indispensabile. Pensate ai nostri antenati che hanno buttato il sangue per avere i loro diritti e le loro libertà! Noi non siamo più liberi!
    Sveglia!!! Iniziamo con l’informazione e poi divulghiamo! La tv sono controllate!!! L’informazione libera viaggia on line!

  5. Abbiamo sperato sino alla fine, ci abbiamo creduto…..ora,insieme dobbiamo porre rimedio affinché non si ripeta il calvario di famiglie che, un giorno, possano essere le nostre!!! Sentite condoglianze.

  6. Vincenzo sono dacordo con te in tutto,solo che io sono subito per la terza parte.Loro avrebbero paura solo del arma.

  7. condoglianze alla famiglia, l’eterno riposo per la piccola Sofia. Tutto il male di questo mondo per chi ha responsabilità Ministero, ministro, direttori e i tanti cialtroni senza anima senza scrupolo, che lasciano morire un piccolo angelo.

  8. AUGURO A MALINCUORE KE OGNI RESPONSABILI DI QUESTA VICENDA PASSI LE PENNE KE HA PASSATO QUEST’ANGIOLETTO…SOLTANTO COSI,SULLA PROPRIA PELLE SI DARANNO UNA MOSSA. VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  9. BISOGNA LASCIARE I RESPONSABILI DELLA MORTE DELLA PICCOLA SOFIE,NELLE MANI DEI GENITORI……CONDOLEANZE !

  10. Da qualche ora rimbalza sul web la notizia che sarebbe morta la piccola Sofia di Firenze, in cura con le staminali del metodo Stamina a Brescia. In realtà Sofia De Barros, di cui ci siamo occupati e a cui ci siamo affezionati nei mesi scorsi, sta bene e sarà a Brescia per la seconda infusione di staminali il 10 giugno, con un po’ di ritardo rispetto ai programmi, ma in discrete condizioni di salute assicurano Guido e Caterina, il papà e la mamma della bimba di Firenze. Purtroppo la brutta notizia è che invece non ce l’ha fatta un’altra piccola Sofia, Sofia Pirisi, una bimba di Civitavecchia, colpita da atrofia muscolare spinale di tipo 1, la cui famiglia aveva vinto il ricorso per accedere alle terapie con le staminali del metodo Stamina l’8 Aprile scorso. Da allora ad oggi, nonostante il provvedimento d’urgenza ottenuto da un giudice del lavoro, la famiglia però non è riuscita a fissare il ricovero della bimba presso gli Spedali Civili di Brescia, sembra a causa di una lista d’attesa troppo lunga. Ricordiamo che quella di Brescia è l’unica struttura in Italia dove al momento è possibile ricevere un trattamento con le staminali del metodo Stamina e solo in seguito alla decisione di un giudice interpellato per l’occasione. Il papà della bambina, riferisce il professor Vannoni, presidente della Fondazione Stamina, avrebbe deciso di far causa «per omicidio volontario» agli Spedali Civili e al ministero della Salute. Siamo vicini alla famiglia della piccola Sofia Pirisi e a tutti i bambini e adulti che oggi soffrono di malattie per cui ancora la medicina ufficiale non ha trovato una cura. Un saluto e un abbraccio a tutti quanti.

  11. lO STATO ITALIANO DEVE PENSARE PRIMA AI NEGRI PER LKA CITTADINANZA ,SE POI AGLI ITALIANI VERI,LI FA MORIRE SENZA DARE LORO LE CURE NECESSARIE,CHE PAESE DI MERDA!!!!!!!!!!!!!!!

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