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TUTTI I PROBLEMI DI DANILO CALVANI, LEADER DEI FORCONI.

Piange miseria Danilo Calvani: “Macchè Jaguar, io non possiedo più neppure la mia azienda”. E poi via con la solita giaculatoria contro la perfida Equitalia, che l’avrebbe sommerso di cartelle esattoriali.

In realtà la carriera di Calvani, piccolo imprenditore agricolo dell’Agro Pontino, è andata a sbattere contro un decreto ingiuntivo da 140 mila euro per un mutuo concesso molti anni fa da Banca Intesa. Troppe rate non pagate e alla fine è arrivato l’ufficiale giudiziario.

Sono stati messi all’asta terreni e immobili intestati alla società Alaverde, controllata da Calvani insieme al suo socio Gianni Muraro. Per mesi non si è vista l’ombra di un compratore, fino a quando il 12 settembre un imprenditore della zona si è aggiudicato tutto per poche decine di migliaia di euro. Sono passati di mano circa 8 ettari di terreno con tanto di serre per la coltivazione di ortaggi e anche una casa rurale di otto vani.

Calvani nel frattempo si sta dando da fare, percorrendo l’Italia munito di megafono e tricolore. Nel 2011, Calvani si era candidato alla poltrona di sindaco di Latina con la lista “Comitati agricoli riuniti”. Tra i punti del suo programma troviamo lo “stanamento dei parassiti da tutti i settori dell’amministrazione” e anche il “controllo dei flussi migratori con censimento della presenza degli stranieri”. I risultati non furono incoraggianti, 240 voti alla lista (0,31%) e 320 al candidato sindaco. Adesso Calvani ci prova….con il forcone.

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