louvre

Il bilancio dei musei italiani è da vera apocalisse. Basti pensare che in Campania paga il biglietto un visitatore su due, in Friuli uno su dieci, in Ravanusa nel 2009 addirittura un solo visitatore. Ventisei euro di incassi l’anno per ogni dipendente, è questo il tragico bilancio dei musei e dei siti archeologici calabresi. Tutte le biglietterie statali italiane messe insieme hanno fatto introiti nel 2012 per un centinaio di milioni.

Il 25% in meno del “Louvre”  da solo. E’ vero che statue, dipinti, fontane e ville non hanno come obiettivo principale fare soldi e che siano un patrimonio che ci hanno lasciato i nostri avi da tutelare, ma c’è da dire che in molti paesi più civili, le cose di contorno che aiutano a produrre denaro (dalle caffetterie ai bookshop, dai parcheggi al merchandising) da noi non funzionino come da altre parti e che in molti casi non siano nemmeno presenti in quanto le casse pubbliche dovrebbero farsi carico di una parte delle spese, e con la crisi che c’è al giorno d’oggi nessuno vuole rischiare di rimetterci da tasca.