travaglio berlusconi

ROMA – La lettera che Silvio Berlusconi ha esposto a tutti durante la trasmissione “Servizio Pubblico” condotta da Santoro, non ha lasciato scampo a Marco Travaglio: il giornalista è infatti stato accusato di essere stato condannato più volte per il reato di diffamazione.

Durante la conduzione del programma, Travaglio non si è difeso egregiamente ma ha poi specificato: “Il sottoscritto in 30 anni di attività, su 30 libri, 30 mila articoli, centinaia di trasmissioni televisive e online, è stato denunciato circa 300 volte in sede civile e penale. In sede civile ha perso alcune cause, pagando il risarcimento del danno, mai per avere scritto il falso, ma perlopiù per casi di omonimia o per critiche ritenute eccessive o per fatti veri mal compresi dal giudice o mal dimostrati dalla difesa. In sede penale, non ha mai riportato una sola condanna definitiva per il reato di diffamazione». «Quella citata da Berlusconi nella letterina scrittagli dal suo staff – prosegue il giornalista – scopiazzando da Wikipedia non è nè definitiva nè caduta in prescrizione: si tratta di una condanna penale in appello a risarcire Previti con una multa di 1.000 euro (per un articolo pubblicato sull’Espresso e uscito monco a causa di un taglio redazionale), su cui pende il mio ricorso in Cassazione senza che nessuno abbia dichiarato la prescrizione del reato”.

Marco ha quindi deciso di querelare Berlusconi che, sempre durante la trasmissione, ha compiuto un gesto definito “squallido” dalla maggior parte dei critici arrivando al punto di pulire la sedia dove era seduto Travaglio.