redditometro

Una sentenza della sezione di Pozzuoli del tribunale di Napoli ha accolto il ricorso di un pensionato assistito dall’avvocato Buonanno affermando che il redditometro non può sacrificare la sfera privata del singolo cittadino. Il pensionato si è lamentato del fatto che attraverso il monitoraggio delle spese si possono conoscere anche gli aspetti più privati della vita di ogni singolo cittadino.

Il redditometro, scrive il giudice Lepre “non fa alcuna differenza fra cluster dei contribuenti bensì del tutto autonomamente opera una differenziazione di tipologie familiari suddivise per 5 aree geografiche”. Il cittadino verrebbe privato del diritto di avere una vita privata e di essere quindi libero nelle proprie determinazioni senza dover essere sottoposto all’invadenza del potere esecutivo e senza dover dare spiegazioni dell’utilizzo della propria autonomia e senza dover subire intrusioni anche su aspetti delicatissimi della vita privata.