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Su un punto il nuovo e ingovernabile parlamento italiano potrebbe votare all’unanimità. L’abolizione delle provincie è infatti nel programma di tutti i partiti. Eppure se dalla politica la parola passa agli scienziati, la cartina d’Italia dovrebbe cambiare in un altro modo.

La proposta arriva direttamente dalla società geografica italiana e in sintesi proporrebbe l’abolizione di tutte le regioni, anche quelle a statuto speciale. Accorpamento delle provincie che scendono dalle 100 di adesso a 36 e trasferimento di tutte le competenze delle vecchie regioni alle nuove maxi province, che diventano l’unico gradino intermedio fra lo Stato e il Comune.

Fonte: corriere.it