Sit-in per salvare la vita di Sakineh Mohammadi Ashtiani

Sakineh Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione nel 2006 con l’accusa di aver ucciso il marito con la complicità dell’amante, è stata graziata e rimessa in libertà. Lo ha annunciato l’avvocato di Pordenone Bruno Malattia che aveva patrocinato il caso al Parlamento europeo. L’amnistia è arrivata dopo 8 anni di carcere. La vicenda di Sakineh oggi 47enne, aveva provocato una mobilitazione internazionale.

La donna venne mostrata dalla tv iraniana mentre confessava l’adulterio e la complicità nell’omicidio del marito. Una confessione che il figlio della donna disse di esserle stata estorta con la tortura. Il figlio aggiunse che alla donna veniva sempre detto che sarebbe stata giustiziata l’indomani. Nel 2011 fu dato l’annuncio della sospensione dell’impiccagione e solo nel 2012 gli avvocati dissero che il regime islamico non pensava più all’impiccagione ed era propenso a tramutarle la pena in 10 anni di carcere.

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